Tra materia e visione, tra potere e poesia: i portali medianici di Claudia Ottone
Claudia Ottone: La Visionaria del Portale Interiore

Claudia Ottone non è soltanto l’organizzatrice della seconda edizione della Medium Art Experience – è il cuore pulsante dell’intera esposizione, la radice visiva ed energetica da cui si dipana l’intero progetto. La sua opera è un rituale tradotto in colore, gesto e vibrazione.

I suoi quadri, potenti e visionari, si manifestano come vere e proprie esperienze liminali. Ogni tela è un portale energetico, canalizzato con precisione medianica e concepito per entrare in risonanza diretta con chi osserva. Le sue figure – siano esse archetipi animali, clown sospesi nel tempo, marionette cosmiche o forme femminili disintegrate e ricomposte – non appartengono al mondo reale, ma al paesaggio interiore dell’anima.

Nel suo lavoro convivono l’ancestrale e il contemporaneo, l’infanzia e la ribellione, il caos e l’ordine. I colori non sono semplici scelte cromatiche, ma vettori energetici carichi di intenzione, progettati per muovere energie stagnanti e stimolare risposte inconsce. Il rosso diventa potere incarnato, il viola spiritualità tagliente, il blu connessione celeste e il bianco la sintesi alchemica di tutto il processo.

La sua cifra stilistica unisce una gestualità istintiva a una precisione simbolica. Ogni elemento presente nelle sue opere – dalle bambole disarticolate ai giullari, dalle maschere carnevalesche agli animali totemici – è carico di significato e funge da attivatore psichico. Le sue tele parlano a chi ha il coraggio di guardare dentro. A chi è pronto a essere risvegliato.

Non è un caso che la mostra Medium Art Experience sia costruita proprio attorno al suo linguaggio. I visitatori, infatti, entreranno nella galleria accompagnati da una meditazione dinamica (fruibile tramite QR code e auricolari personali), che li guiderà a sentire fisicamente l’energia delle opere. Non un’osservazione passiva, ma un incontro reale con immagini vive, create per risuonare con i corpi sottili e provocare trasformazioni interiori.
Claudia Ottone ha il dono raro di fondere la propria medianità con una padronanza artistica lucida e raffinata. Non dipinge per comunicare. Dipinge per invocare. E le sue opere rispondono.
Questa mostra, che si svolgerà dal 6 all’8 settembre al Zip Workspace (Via Belfiore 45, Torino), è la prova vivente che l’arte, quando unita a intenzione e visione, può ancora essere un rituale potente, una forma di guarigione collettiva, una preghiera pittorica.
E Claudia Ottone, in questo contesto, è la sacerdotessa che ne custodisce la magia.


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